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v4.5.2
Riflessione simbolica sull'esistenza e sul destino innescata da un fatto di cronaca: un incidente in deltaplano. L'aquilone, leggero e libero per antonomasia che si ritrova intrappolato in una ragnatela, metafora del fato e dei vincoli che l'essere umano incontra nel tentativo di elevarsi dalla propria condizione, sognare, sfuggire alla pesantezza dell'esistenza (...anni fa avrebbero scritto "dal male di vivere"). Ma, già da come si evince dal titolo dell'opera, si vede la caduta, la sconfitta dell'uomo e, soprattutto, la fine dell'illusione della libertà imbrigliata nei limiti, troppo angusti, della realtà. La ragnatela è saldamente attaccata alle piante che emergono dai laghetti che insieme al profilo del monte Circeo sullo sfondo legano in qualche modo l'opera al territorio mutandolo in un passaggio familiare e onirico nel contempo. Da Circeo a Circo il passo è breve. Il tendone del circo continua l'allegoria: simbolo della vita umana come artificio e spettacolo, contiene un occhio che osserva la scena, la coscienza dell'uomo, forse dello spettatore chiamato a riflettere sul senso del tutto... Infine la Tigre, che voci davano per vagante nei dintorni di Priverno dopo la fuga da un circo e che, come immagine, è entrata nel flusso di coscienza. Le formiche, voraci esecutrici del destino che trattiene e consuma...